Ogni illustrazione racconta una piccola storia fatta di ricerca, pazienza e colore.
In questo articolo ti porto con me dietro le quinte del progetto “Il ritmo delle stagioni”: ti racconto come nascono i miei disegni, passo dopo passo, tra matite, acquerelli e il silenzioso ritmo del respiro che accompagna ogni gesto creativo.
Per questo progetto di carte ho realizzato 40 illustrazioni raffiguranti posizioni yoga, e per ogni stagione ho creato un mandala che racchiude le caratteristiche principali di quel periodo dell’anno.
La sfida più grande, all’inizio, è stata mantenere uno stile costante tra tutte le illustrazioni.
Ho scelto di rappresentare le posizioni in modo realistico, così che fossero il più possibile chiare da comprendere anche visivamente.
Sul retro di ogni carta ho inserito la descrizione dettagliata per raggiungere la posizione finale, ma credo che un’immagine ben fatta sia il modo più immediato per percepire l’asana e i suoi benefici.
Certo, chi pratica yoga da tempo potrà riconoscersi facilmente nelle pose, ma ho voluto che fossero accessibili anche ai principianti, come un punto di partenza per avvicinarsi alla pratica.
Il mio processo creativo
Tutto parte dalla ricerca delle immagini di riferimento, per assicurarmi di rappresentare correttamente l’anatomia della posizione.
Cerco ispirazione sia dai giornali di yoga sia online — Pinterest è la mia “banca immagini” preferita — finché trovo le foto giuste da cui partire.
Da lì inizio con una serie di schizzi preparatori, spesso diversi tra loro, finché arrivo alla composizione che mi sembra più equilibrata e fedele.
A volte lo schizzo finale nasce dalla fusione di più immagini: un braccio da una, una torsione da un’altra, finché tutto si armonizza.
Per i disegni preparatori utilizzo matite colorate o la Non-Photo Blue Pencil della Caran d’Ache, che adoro per la sua morbidezza e perché il tratto blu non appare nelle scansioni o fotocopie in bianco e nero.
Quando l’immagine mi soddisfa, la ripasso e la ricalco con un tavolo luminoso su carta d’acquarello.
Uso le matite Caran d’Ache Pablo, non solubili in acqua, così il contorno resta visibile anche dopo la stesura del colore.
Per la carta ho scelto la Arches satinata 300 gr, la superficie liscia mi permette di aggiungere dettagli e sfumature con i pastelli mantenendo la morbidezza tipica dell’acquarello.
Il colore prende vita
Una volta trasferito il disegno, inizio la colorazione con gli acquarelli, creando la base e i primi accenni di ombre e luci.
Quando tutto è asciutto, intervengo con le matite colorate per rafforzare i contrasti, scurendo solo con tonalità simili, così da mantenere i colori vivi e luminosi.
Per alcune illustrazioni ho lavorato anche sul fondo, giocando con texture e sfumature.
In certi casi ho aggiunto un tocco di sale fino sull’acquarello ancora bagnato, per creare effetti magici e imprevedibili — come piccoli cristalli di luce che si formano sulla carta.
Ogni illustrazione di questo mazzo racconta il mio viaggio attraverso le stagioni — non solo quelle dell’anno, ma anche quelle interiori.
Dietro ogni tratto e ogni sfumatura c’è tempo, studio, e la voglia di trasformare il movimento in immagine.
Spero che, guardando queste carte, possiate sentire la stessa armonia che ho cercato di rappresentare: il ritmo silenzioso e perfetto della natura, che scorre anche dentro di noi.
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