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Cosa mi ha insegnato la mia prima campagna su Kickstarter

Qualche settimana fa si è conclusa la mia prima campagna su Kickstarter, dedicata al progetto Il ritmo delle stagioni.
È stata un’esperienza intensa, emozionante e — lo ammetto — anche un po’ faticosa.

La campagna si è fermata al 32% dell’obiettivo prefissato, quindi non è andata come speravo.

Ma, come spesso accade nei percorsi creativi, il vero valore non è solo nel risultato, ma in tutto quello che si impara lungo la strada.

Un progetto nato dal cuore

Il ritmo delle stagioni nasce dal desiderio di raccontare la natura attraverso l’arte, portare la bellezza anche nel quotidiano, e ricordare che tutto cambia, tutto si evolve, con pazienza e costanza.

Ogni elemento — dai sacchettini stampati a mano alla grafica, dalle illustrazioni al design— è stato pensato per celebrare il tempo naturale delle cose, fatto di gesti piccoli e autentici.

A livello personale è stata una soddisfazione portare a termine un progetto così elaborato.

Il bello è che ho dimostrato a me stessa, dopo dubbi e insicurezze, di potercela fare.

La sfida del “fare tutto da sola”

Ho gestito la campagna interamente da sola: ideazione, materiali, video, comunicazione e promozione.
Non è stato semplice conciliare la parte creativa con quella più organizzativa e tecnica, ma è stato un grande allenamento alla resilienza e alla chiarezza.

Ho imparato quanto sia importante raccontare il proprio lavoro nel modo giusto, coinvolgere le persone passo dopo passo e creare relazioni vere, non solo promozione.

E, sorpresa, mi sono scoperta più aperta di quanto pensassi: pur essendo una persona timida e introversa, mi è piaciuto parlare del mio progetto e raccontarlo anche dal vivo — persino con un’azione di marketing “vecchio stile”, distribuendo volantini con un QR code che rimandava alla campagna.

Cosa porto con me

La parte più bella è stata sentire il sostegno, la curiosità e l’affetto di chi mi segue.
Ogni messaggio, condivisione o piccolo contributo mi ha ricordato che non sono sola — che esiste una comunità di persone che crede nel valore dell’arte fatta a mano.

Anche se la campagna non ha raggiunto il suo obiettivo economico, sento di aver costruito le basi per qualcosa di più solido.
Questo è solo un passaggio, non un punto d’arrivo.

Errori da correggere  (e lezioni per il futuro)

La prima lezione che ho imparato è che lavorare da sola ha i suoi lati positivi: più autonomia e meno delusioni.

Ho anche capito che forse Kickstarter non è la piattaforma più adatta per progetti come il mio.
Essendo americana e rivolta a un pubblico internazionale, mi sono trovata un po’ fuori contesto — anche per via della grande quantità di spam e messaggi da “agenzie” che proponevano di aiutarmi, spesso in modo insistente.

Un altro aspetto da considerare per il futuro sarà definire un obiettivo economico più realistico, anche a costo di rinunciare a un margine di guadagno, per concentrarmi sul completare il progetto e farlo arrivare nelle mani delle persone giuste.

E adesso?

Mi prendo un po’ di tempo per capire come far evolvere Il ritmo delle stagioni: forse in una nuova forma, più vicina al mio modo di creare e condividere, più personale.
Intanto continuo a disegnare, a sperimentare e a raccontare il mio lavoro con sincerità — passo dopo passo, proprio come fanno le stagioni.

Grazie, di cuore, a chi ha camminato con me in questo percorso

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