Vai al contenuto

Hai tentato anche tu di approcciarti alla tecnica dell’acquerello, ma ti sei ritrovato a pensare:

“Non riesco a fare le velature.”
“Perché il colore mi fa tutte queste macchie?”
“Quando ripasso il pennello, anche da asciutto, rovino tutto!”

Ma quindi il problema è la carta?

Viene sempre un po’ sottovalutata, ma secondo me la scelta di una buona carta è fondamentale quando si lavora con l’acquerello.

Cellulosa e cotone: qual è la differenza?

La carta in cellulosa è prodotta industrialmente a partire dalla pasta di legno.

È una carta generalmente più economica e può essere ottima per esercitarsi, fare schizzi, prove di colore e lavori veloci.

Il problema è che, a seconda della qualità, può assorbire l’acqua in modo meno uniforme rispetto a una buona carta di cotone. L’acqua tende quindi a rimanere maggiormente in superficie e questo può creare macchie, bordi più accentuati di colore e difficoltà quando si lavora a strati.

In pratica, l’acqua si muove di più sulla superficie del foglio e abbiamo meno controllo su quello che succede al pigmento.

La carta in cotone, invece, è realizzata con fibre di cotone. Queste fibre sono molto resistenti e permettono alla carta di assorbire l’acqua in modo più uniforme.

Oggi anche la maggior parte delle carte in cotone viene prodotta industrialmente, anche se esistono ancora produzioni artigianali e carte fatte a mano.

Il prodotto finito ha generalmente un costo maggiore, ma offre una maggiore resistenza quando lavoriamo molto con l’acqua.

E non è finita qui: per ogni tipo di carta possiamo trovare anche diverse grane: fine, media o grossa, che possono influenzare molto il risultato finale.

E la grammatura?

Anche questo è un aspetto importante.

Per l’acquerello è consigliabile scegliere una carta con una grammatura abbastanza alta. Dai 250-300 g/m² in su possiamo lavorare con una buona quantità d’acqua senza deformare eccessivamente il foglio.

Più la carta è pesante e resistente, più sarà facile lavorare con l’acqua senza rischiare di rovinare il foglio.

Una buona carta di cotone, inoltre, tende a rimanere umida più a lungo e questo rende più semplice lavorare il colore, fare velature e ottenere passaggi più morbidi e uniformi.

Ma testiamo insieme le carte!

Per vedere concretamente la differenza ho fatto alcuni test.

Test 1 — Tanta acqua

Ho utilizzato molto colore diluito con acqua e ho osservato come si comportano le due carte durante l’asciugatura.

Nella carta cotone il colore è più uniforme, mentre in quella di cellulosa il colore tende a depositarsi di più dove rimane l’acqua perchè poco assorbente, lasciando il colore a macchie.

Test 2 — Sfumatura

Da un colore primario all’altro.

Nella carta colore la sfumatura rimane più morbida e meno macchiata la stesura.

Test 3 — Velature

Ho sovrapposto diversi strati dello stesso colore per vedere come reagisce la carta.

Nella cellulosa il colore messo a più strati tende a togliere quello messo in precedenza, sempre per la poca assorbenza della carta.

Test 4 — Correzione

Ho provato a togliere parte del colore con acqua e pennello.

Nella carta cellulosa si toglie meglio il colore e rimane visibile il bianco del foglio.

Test 5 — Bagnato su bagnato

Ho bagnato la carta e poi aggiunto il colore, osservando come si muove il pigmento.

[Qui inserirei le foto dei vari test, sempre affiancando le due carte.]

Ma quindi qual è la carta migliore?

Il mio consiglio è sempre quello di provare e testare diverse tipologie di carta.

Cambiano molto da marca a marca, anche quando parliamo dello stesso tipo di carta.

Esistono anche carte “ibride”, che contengono sia cotone sia cellulosa. Per esempio, ho provato una Fabriano con il 50% di cotone e una Canson con il 60% di cotone.

Tra le due, personalmente preferisco la Canson.

Anche se il mio amore più grande rimane per la Arches 100% cotone. Ma non mi dispiace affatto nemmeno la Fabriano Artistico 100% cotone.

Alla fine, una volta testate, provate e riprovate, ognuno troverà il tipo di carta con cui si trova meglio.

Perché conta anche la resa finale che vogliamo ottenere.

Una buona carta in cellulosa va benissimo per esercizi, schizzi veloci, prove di colore, piccole illustrazioni o quando non vogliamo sprecare carta costosa.

Ma quest’ultimo punto è un’arma a doppio taglio!

Perché a volte, soprattutto quando si è principianti, si rischia di abbandonare un disegno o di diventare matti a colorare una tavola proprio perché la carta non ci sta aiutando.

La carta in cotone è invece particolarmente utile quando dobbiamo usare molta acqua, lavorare il colore, fare tanti strati o realizzare un’illustrazione definitiva.

Quindi, cosa abbiamo imparato?

La carta non risolverà definitivamente i nostri problemi con l’acquerello, ma state certi che può aiutarci parecchio.

Come tutte le cose, per ottenere dei risultati bisogna esercitarsi, sperimentare e continuare senza scoraggiarsi.

Anche gli artisti più famosi sono partiti da tentativi, errori e prove.

E se è amore… vedrete che non smetterete più. ❤️

Nella mia esperienza personale è stato fondamentale capire come lavorare con l’acquerello per ottenere determinati effetti, ma trovo altrettanto affascinante la magia che acqua e colore creano sul foglio.

C’è sempre qualcosa di cui stupirsi.

E non tutti gli errori possono davvero rovinare una tavola.

Hai altri dubbi o perplessità sull’acquerello? Scrivimi!

Buon lavoro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *