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Creare con il tatto: il mio prototipo per TOCCA A TE!

La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus, la Fondazione Robert Hollman e l’Istituto Serafico per i Sordomuti e Ciechi di Assisi hanno organizzato l’ottava edizione del concorso italiano di editoria tattile illustrata TOCCA A TE! (qui il link).

Quest’anno ho partecipato anch’io con un mio prototipo dal titolo Io sono goccia.

Ho scelto di realizzare questo libro utilizzando stoffa bianca di cotone, così da facilitare la lettura del testo, scritto sia in caratteri grandi neri sia in braille.

In passato ho già avuto esperienze con i libri tattili: ho realizzato diversi prototipi insieme all’associazione ciechi e ipovedenti di Como e, con loro, ho tenuto corsi per genitori e insegnanti. Qui puoi trovare alcuni resoconti delle mie esperienze.

Poi, per questioni di lavoro e tempo, ho messo da parte questo ambito, ma è sempre rimasto qualcosa a cui tengo molto. Trovo che sia un’esperienza creativa profonda e preziosa, per ogni progetto realizzato.

Un libro tattile va pensato nella sua interezza: non solo nella storia e nelle illustrazioni, ma anche nei materiali e nelle soluzioni sensoriali. Bisogna ingegnarsi per trovare modi che siano allo stesso tempo funzionali ed efficaci dal punto di vista percettivo. È un approccio che aiuta a comprendere meglio la disabilità visiva, ad aprire la mente, stimolare la fantasia e mettersi davvero in gioco.

Ho realizzato anche un video del libro, perché ho scelto di donarlo all’associazione organizzatrice.
Non sono stata selezionata, ma in questo percorso si vince comunque: sapere che il mio lavoro potrà essere utilizzato ed essere utile mi rende davvero felice.

Il libro racconta il ciclo dell’acqua.
La protagonista è una goccia, riconoscibile lungo tutta la storia grazie a una perlina che la rappresenta in ogni pagina, così da seguirne facilmente il percorso.

Per realizzarlo ho utilizzato diversi materiali:

  • ovatta da imbottitura per la nuvola
  • fili cuciti nella parte alta della pagina, da cui scende la pioggia, con una perlina che scorre lungo uno di essi
  • juta per la terra, scelta per la sua ruvidità
  • fili di nylon cuciti in modo ondulato per il fiume
  • passamaneria serpentina per il mare, per evocare il movimento delle onde
  • pannolenci per il sole caldo
  • tulle per il vapore

Insomma, creare libri tattili mi diverte moltissimo: amo la ricerca dei materiali e le idee che possono nascere da ogni sperimentazione.

Tu hai mai provato a realizzare qualcosa di tattile?
Ti piacerebbe imparare? Scrivimi, se può interessarti!

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