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Essere bloccati: i miei consigli per stare un po’ meglio

Il lavoro di illustratore freelance può essere bellissimo, ma anche molto stancante e logorante.
A volte si arriva a un punto in cui ci si sente svuotati, con poche energie… e allora viene spontaneo chiedersi: e adesso cosa faccio?

La “cura” che sto cercando di coltivare, quando mi sento così, è tornare a me stessa.
Ci sono alcune cose che faccio per stare meglio e che voglio condividerle con te.
Se ti va, anche una sola può fare la differenza.

  • Staccare il cervello.
    Succede spesso: sono al secondo giorno che cerco un’idea per una tavola e non arrivo da nessuna parte. In quei casi mi fermo.
    Stacco davvero e dedico un pomeriggio o una mattina a tutt’altro.
    Col tempo ho capito che programmare la settimana alternando attività diverse aiuta molto: la mente resta più fresca e meno incastrata sempre sullo stesso problema.
  • Meditare o fare attività fisica.
    Lo yoga, per me, è un grande alleato: mi aiuta a rincentrarmi e a respirare meglio, dentro e fuori.
    Se la giornata lo permette, anche una semplice passeggiata all’aria aperta fa miracoli.  Amo camminare nei boschi vicino casa, osservare la natura e lasciare che i pensieri si diradino piano piano.
  • Riordinare.
    Nelle giornate “no” mi accorgo spesso che anche la mia postazione di lavoro è nel caos. E quasi sempre rispecchia quello che ho in testa.
    Riordinare, sistemare, fare spazio… a volte mentre lo faccio ritrovo un appunto dimenticato o un’idea lasciata lì, che riaccende la voglia di fare.
  • Cucinare.
    È una passione che mi arriva da mia madre e da mia nonna.
    Cucinare è un gesto manuale, concreto, che mi permette di staccare la testa.
    Preparare una torta è un piccolo regalo che faccio a me stessa e agli altri, condividendola poi con il mio compagno o la mia famiglia.
    È una forma di carezza.
  • Ascoltare musica.
    Quella canzone “vecchia” che ti riporta a momenti felici, leggeri.
    Meglio scegliere musica che fa stare bene, non quella che ti butta ancora più giù.
    E se ti viene da cantare o ballare… fallo. Senza vergogna.
  • Studiare.
    Quando mi sento bloccata o a disagio, la mia indole curiosa prende il sopravvento.
    Leggo, cerco, studio: libri motivazionali, crescita personale, nuove abitudini, gestione del tempo, organizzazione.
    Imparare qualcosa di nuovo spesso mi aiuta a rimettere ordine anche dentro.

In fondo, tutti questi consigli si racchiudono in uno solo: concedersi di staccare, senza sensi di colpa.
Un’ora, due, o anche di più, per prendere una boccata d’aria mentale e tornare a ciò che stavi facendo con un po’ più di gentilezza verso te stessə.

Essere bloccati non significa essere incapaci.
Spesso è solo un segnale che chiede ascolto, riposo e spazio.
E va bene così.

Vuoi condividere cosa fai tu durante un momento di blocco o di malessere emotivo?

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